"Settima lettera" di Platone, a cura di Filippo Forcignanò Platone, nella Settima lettera, non è invece né un santo né uno scellerato ma, come ha scritto Pasquali, "un uomo buono consapevole di gravi responsabilità, che si è assunte con successo non in tutto favorevole, e di errori, che confessa sì ma un po' a denti stretti".